D&I e Parità di genere: priorità per il governo e opportunità per le imprese

Diversity & Inclusion

Mentre gli uomini restano a combattere per frenare l’avanzata delle truppe del Cremlino, tocca alle donne tentare la via di fuga portando con sé bambini, anziani e disabili. Così come nella pandemia è toccato alle donne rinunciare al posto di lavoro per prendersi cura della propria famiglia e far fronte all’emergenza.

Forza, coraggio e determinazione che vogliamo celebrare, in particolare, nella Giornata internazionale dei Diritti della Donna istituita in Italia nel 1922 per ricordare, nel suo centenario, le conquiste e non dimenticare le disfatte, le discriminazioni e le violenze subite in ogni parte del mondo.

A quella dell’#8marzo si sono poi affiancate quella del #25novembre istituita nel 1999 quale Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e poi del #22febbraio, la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, istituita con delibera dell’ONU nel 2015. Non solo una necessità politica, dunque, ma di certo ancora un’emergenza sociale che ha portato proprio le Nazioni Unite a identificare la #LottaalleDiseguaglianze e la #ParitàdiGenere tra i #17Obiettivi dell’#Agenda2030; temi decisamente centrali da essere tra i portanti dell’Expo 2020 Dubai, il primo nella storia dell’Esposizione Universale che dedica un intero padiglione all’empowerment femminile.

Il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, in visita all’Expo Dubai, ha sottolineato, nell’intervista al centro del podcast Fiori nel Deserto condotto dalla vicedirettrice di AGI, Rita Lofano, che il padiglione dedicato alla parità di genere rappresenta i molteplici aspetti che caratterizzano l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030, contemporaneamente come sfida e come impegno ma anche come opportunità e leva di sviluppo per tutti. Se da un lato, infatti, sono evidenti le profonde disuguaglianze educative, lavorative e sociali che ancora persistono nei diversi contesti culturali è ormai chiaro il valore e le opportunità che le donne, le ragazze e le bambine portano con sé nei vari ambiti in cui possono esprimere il loro potenziale, nella società così come in azienda.

Valorizzare le diversità tout court e promuovere l’inclusione nei contesti aziendali sono infatti considerate leve strategiche ormai necessarie per migliorare performance e reputazione dell’impresa, come evidenzia il Diversity Brand Index 2022, che sottolinea come i brand ritenuti più inclusivi nel 2021 abbiano ottenuto una crescita dei ricavi del 23%. Segue la Top Employers Italia 2022 – giunta alla 14a edizione con la premiazione di diverse aziende italiane – che vede la Diversity & Inclusion tra i vari aspetti considerati nel classificare “the best place to work”, non solo  come capacità di attrarre e trattenere talenti in azienda.

Anche il nostro #PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – dedica una delle 6 Missioni al tema dell’inclusione con risorse stanziate pari a 5 miliardi di euro per combattere le disuguaglianze e raggiungere, entro il 2026, la parità di genere. Con la Legge n. 162/2021, che ha aggiornato il Codice delle Pari Opportunità e la Legge di Bilancio 2022 sono previste, infatti, misure a sostegno della imprenditorialità femminile e provvedimenti per promuovere in particolare la parità di retribuzione nelle imprese.

Oltre a riportare una nuova definizione di discriminazione – intesa come “ogni trattamento o modifica dell’organizzazione delle condizioni e dei tempi di lavoro che in ragione del sesso, dell’età, di esigenze di cura personale o familiare, mette o può mettere il lavoratore in condizione di svantaggio, di limitazione delle opportunità di partecipare alla vita o alle scelte aziendali, di limitazione nell’accesso ai meccanismi di progressione nella carriera” –

il legislatore ha esteso l’obbligo di redigere il #RapportobiennalediParità alle imprese che occupano almeno 50 dipendenti (prima la soglia era dei 100 dipendenti) e poi introdotto la #CertificazionedellaParitàdiGenere, che le aziende potranno ottenere se dimostrano effettive politiche per favorire opportunità di crescita, la parità salariale, passando per la tutela della maternità.

La certificazione comporterà diversi vantaggi per le aziende, in termini di premialità nell’accesso ai bandi di finanziamento e di esonero parziale del versamento dei contributi previdenziali (nel limite dell’1% e di €50.000 annui).  A sostegno di tali misure è stato istituito il Fondo per il sostegno della parità di genere e il Fondo per le attività di formazione propedeutiche all’ottenimento della certificazione di parità di genere.

Interessante, inoltre, è il riferimento del legislatore a casi di #pinkwashing, laddove le imprese dichiarino l’adozione di programmi per favorire l’ingresso e il reinserimento delle donne non effettivamente riscontrabili nelle pratiche aziendali, prevedendo sanzioni da parte dell’Ispettorato del Lavoro e dunque controlli a campione sulle aziende obbligate.

MA COME CREARE UNA STRATEGIA PER LA DIVERSITÀ E INCLUSIONE IN AZIENDA?

Nel perseguimento dei suoi obiettivi l’impresa ha inevitabilmente degli impatti sulle persone e l’ambiente in cui opera, rischiando conseguenze che spesso possono minare le sue stesse attività. Adottare politiche e programmi di #CorporateSocialResponsibility (#CSR) per valutare le ricadute dal punto di vista di chi le “subisce” – i cosiddetti stakeholder – e gestire tali rischi significa migliorare le probabilità di successo dell’impresa, sostenibile del tempo.

L’impresa che opera in ottica di CSR rispettando le persone e l’ambiente è infatti considerata meno rischiosa, più affidabile e meritevole di fiducia. E se, in particolare, è impegnata nella tutela dei diritti umani, o addirittura ha un ruolo attivo nella promozione della cultura della non discriminazione, garantendo parità di accesso alle opportunità con piani mirati alla valorizzazione del suo #capitaleumano, vedrà di certo i suoi dipendenti più motivati a perseguire gli obiettivi aziendali, i suoi clienti più inclini a raccomandarne i prodotti o servizi, i finanziatori più disposti a concedere contributi economici.

Con un focus proprio sul tema Diversity&Inclusion, l’associazione Spazio alla Responsabilità promuove diverse iniziative in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 ed affianca le aziende nella realizzazione di Percorsi di Responsabilità Sociale e Sostenibilità, all’interno della propria organizzazione e lungo la catena dei fornitori nell’ambito del Progetto #PReSS4SupplyChain. Cinque infatti sono le aree di progetto

  • PERSONE: Diversity&Inclusion – Certificazione Parità di genere
  • PIANETA: Economia Circolare e Acquisti responsabili
  • PROSPERITÀ: Performance e Rating ESG
  • PACE E GIUSTIZIA: Compliance e Rating di Legalità
  • PARTNERSHIP: Barcamp per la Social Innovation

dove l’impresa può scegliere di concentrare attenzioni e risorse in base alle sue priorità, al fine di migliorare performance e reputazione, consolidando il proprio ruolo di leader (e non follower) del cambiamento verso una società più equa, coesa e inclusiva.

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